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Il FERC rifiuta il data center nucleare di Amazon

byKerem Gülen
4 Novembre 2024
in Artificial Intelligence
Home Artificial Intelligence
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I piani di Amazon di alimentare i suoi data center statunitensi con l’energia nucleare si sono scontrati con un ostacolo significativo. La Commissione federale per la regolamentazione dell’energia (FERC) respinto un accordo che avrebbe consentito ad Amazon di trarre più energia dalla centrale nucleare di Susquehanna in Pennsylvania. L’emendamento proposto avrebbe aumentato il carico co-localizzato da 300 a 480 MW, una mossa che secondo i regolatori potrebbe mettere a repentaglio l’affidabilità della rete e potenzialmente aumentare i costi energetici per altri utenti.

La decisione, presa il 1° novembre, ha fatto seguito alle obiezioni delle società di servizi American Electric Power (AEP) ed Exelon. Queste società hanno sostenuto che l’accordo rivisto di Amazon con PJM Interconnection, l’operatore della rete regionale, mancava di un’adeguata giustificazione e avrebbe dato un trattamento preferenziale ai data center di Amazon, incidendo sulla disponibilità di energia e sull’affidabilità attraverso la rete.

Il ruolo della pianta Susquehanna

La centrale nucleare di Susquehanna, gestita da Talen Energy, ha una capacità di 2,5 GW e si trova in Pennsylvania. All’inizio di quest’anno, Amazon ha acquisito il complesso di data center Cumulus accanto allo stabilimento di Susquehanna per 650 milioni di dollari. Amazon ha pianificato di espandere la struttura, aggiungendo oltre una dozzina di nuovi data center per la sua filiale cloud, Amazon Web Services (AWS), nel prossimo decennio. Questa espansione ha richiesto una maggiore capacità di carico, che ha portato alla presentazione di un accordo di servizio di interconnessione (ISA) modificato con PJM.

Tuttavia, il FERC ha ritenuto che le modifiche proposte mancassero delle prove necessarie per giustificare un’espansione così significativa della capacità di carico. La commissione ha osservato che mentre PJM affermava di poter fornire la potenza richiesta senza incidere sulla stabilità della rete, qualsiasi domanda superiore alla soglia dei 480 MW potrebbe causare violazioni della capacità di consegna della generazione, minacciando così la stabilità del sistema energetico complessivo.

Il FERC rifiuta il data center nucleare di Amazon
I piani di Amazon di alimentare i suoi data center statunitensi con l’energia nucleare si sono scontrati con un ostacolo significativo

Preoccupazioni sull’affidabilità della rete

Le utility AEP ed Exelon hanno espresso preoccupazione riguardo alle potenziali implicazioni dei piani di Amazon sull’affidabilità della rete. Hanno sottolineato che non erano in atto misure chiare per monitorare e gestire il prelievo di energia dalla rete da parte del complesso del data center. Inoltre, sono state sollevate domande sull’equità dell’accordo proposto, con AEP ed Exelon che sostengono che potrebbe comportare un aumento dei costi per gli altri utenti della rete PJM.


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Un’opinione dissenziente è arrivata dal presidente della FERC Willie L. Phillips, il quale ha sostenuto che l’ordine era “un passo indietro sia per l’affidabilità elettrica che per la sicurezza nazionale”. Phillips ritiene che PJM abbia affrontato adeguatamente i problemi di affidabilità nella sua proposta e ha avvertito che la sentenza potrebbe danneggiare la leadership americana in campi come l’intelligenza artificiale che dipendono da infrastrutture affidabili di data center. D’altro canto, il commissario Mark Christie ha sottolineato che tali accordi di co-ubicazione presentano questioni sfumate che potrebbero avere impatti di vasta portata sia sull’affidabilità della rete che sui costi per i consumatori.

Complessità del carico co-localizzato

I carichi co-localizzati, dove i grandi data center sono posizionati accanto alle centrali elettriche per accedere direttamente all’elettricità, presentano una serie unica di sfide per la rete elettrica. In questo caso, PJM e Talen Energy avevano sostenuto che l’aumento del carico co-localizzato poteva essere gestito senza problemi significativi. Tuttavia, la sentenza FERC ha sottolineato la necessità di una supervisione più rigorosa, rilevando che PJM non è riuscita a supportare adeguatamente le deviazioni dai protocolli di trasmissione esistenti.

Il commissario Christie ha sottolineato che l’approvazione di questo emendamento potrebbe costituire un precedente, consentendo accordi simili in futuro che potrebbero stressare ulteriormente la rete. La necessità di mantenere l’affidabilità soddisfacendo al tempo stesso la crescente domanda dei data center è stata una delle ragioni principali per respingere la proposta.

Il FERC rifiuta il data center nucleare di Amazon
La FERC ha rifiutato un accordo che avrebbe consentito ad Amazon di trarre più energia dalla centrale nucleare di Susquehanna

La crescente domanda di energia per i data center

L’ascesa dell’intelligenza artificiale e del cloud computing ha portato a un enorme aumento della domanda di capacità dei data center. Ciò ha portato le principali aziende tecnologiche, tra cui Amazon, a cercare soluzioni innovative per garantire l’energia necessaria a supportare le loro operazioni. Nonostante le battute d’arresto normative, Amazon continua a impegnarsi ad espandere la propria presenza di data center. La società ha inoltre investito 500 milioni di dollari nello sviluppo di piccoli reattori modulari (SMR) per alimentare le strutture future.

Il rifiuto dell’accordo energetico di Susquehanna illustra la complessità di soddisfare il fabbisogno energetico dei data center iperscala garantendo al tempo stesso stabilità della rete e costi equi per tutti gli utenti. Evidenzia inoltre la sfida più ampia rappresentata dall’integrazione di soluzioni energetiche non convenzionali in un’infrastruttura energetica già tesa.

Il commissario Willie Phillips ha chiesto un approccio più pragmatico alla co-ubicazione dei carichi, suggerendo che l’attuale quadro normativo deve evolversi per supportare innovazioni come i data center e la co-ubicazione dell’energia nucleare. Il rifiuto dell’emendamento, ha sostenuto, ha fatto perdere un’opportunità per affrontare il crescente fabbisogno energetico in un panorama tecnologico in evoluzione.

Nel frattempo, PJM e il settore energetico in generale si trovano alle prese con il modo migliore per integrare questi grandi carichi non convenzionali nella loro pianificazione e nelle loro operazioni. Il dibattito attorno alla proposta di Amazon potrebbe stimolare ulteriori modifiche normative, poiché sia ​​i servizi di pubblica utilità che gli operatori dei data center lavorano per affrontare le richieste in evoluzione del mercato energetico.


Crediti immagine: Kerem Gülen/Ideogramma

Tags: Amazzoniacentro dati

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