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Il chip quantistico di Google può dimostrare che vivi in ​​un multiverso?

byKerem Gülen
16 Dicembre 2024
in News, Technology & IT
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Il chip quantistico di Google, Willow, ha scatenato discussioni sull’esistenza di un multiverso dopo aver risolto un calcolo complesso in soli cinque minuti. Questo compito, che richiederebbe ai moderni supercomputer circa 10 settilioni di anni per essere completato, è stato evidenziato in uno studio pubblicato sulla rivista Natura. La svolta è il culmine degli sforzi del team Google Quantum AI e suggerisce che il calcolo quantistico può operare su dimensioni parallele.

Il chip Willow di Google innesca il dibattito sul multiverso dopo un calcolo rapido

Hartmut Neven, fondatore del team Google Quantum AI, dichiarato che le rapide prestazioni del chip supportano l’idea che il calcolo quantistico possa avvenire in più universi paralleli. Questa nozione è in linea con le teorie precedentemente stabilite dal fisico David Deutsch. Sebbene la meccanica quantistica e i concetti di multiverso siano già stati collegati in precedenza, questa affermazione è significativa in quanto nessuna grande azienda tecnologica ha esplicitamente associato i suoi progressi con la teoria del multiverso in termini così audaci.

Capacità del chip quantistico Willow

IL Chip di salice utilizza qubit, che differiscono dai bit tradizionali poiché esistono in una sovrapposizione di stati, consentendo capacità di risoluzione dei problemi più complesse a velocità molto più elevate. A differenza dei computer classici che funzionano esclusivamente con 0 e 1, i qubit possono trovarsi in più stati contemporaneamente, aumentando la potenza del calcolo quantistico. Neven ha sottolineato i progressi di Willow, sottolineando la riduzione dei tassi di errore attribuiti a un numero maggiore di qubit, che tradizionalmente aumenterebbero complicazioni ed errori.

Il professor Winfried Hensinger, direttore del Sussex Centre for Quantum Technologies, ha lodato il risultato di Willow, definendolo una “pietra miliare molto importante” nell’informatica quantistica. Ha affermato che questo risultato rafforza la fiducia che l’umanità alla fine costruirà computer quantistici pratici con applicazioni significative in diversi campi, tra cui la scoperta di farmaci e la sicurezza informatica.

Il chip quantistico di Google può dimostrare che vivi in ​​un multiverso?
(Immagine: Google)

Sebbene le capacità di Willow siano impressionanti, alcuni esperti mettono in guardia dal trarre conclusioni sul multiverso. L’astrofisico Ethan Siegel ha sostenuto che il successo dei computer quantistici non convalida necessariamente l’esistenza di dimensioni parallele, affermando: “Si può far funzionare bene la meccanica quantistica… senza introdurre nemmeno un universo parallelo”. Questa prospettiva evidenzia i dibattiti in corso all’interno della comunità scientifica riguardo alle implicazioni delle scoperte dell’informatica quantistica.

In risposta all’annuncio di Google, sono state sollevate preoccupazioni sulla natura del calcolo completato da Willow. La fisica tedesca Sabine Hossenfelder ha sottolineato che il problema specifico risolto dal chip – produrre una distribuzione casuale – non ha applicazione pratica. Ha indicato che, sebbene Google possa affermare che i loro calcoli siano sorprendenti, il compito effettivo è stato strutturato in modo da enfatizzare la sua difficoltà per i computer classici.

Inoltre, Hossenfelder ha commentato che l’approccio di Google sembra simile a un risultato precedente in cui è stato utilizzato un numero inferiore di qubit (circa 50) per fare affermazioni simili. La sfida attuale, secondo Hossenfelder, resta che le applicazioni pratiche dell’informatica quantistica potrebbero richiedere circa un milione di qubit, ben oltre le capacità del chip Willow, che dispone di 100 qubit.

Questo scetticismo riflette un modello più ampio osservato in seguito all’annuncio di Google di “supremazia quantistica” nel 2019, che ha acceso una disputa con la rivale IBM. I ricercatori IBM hanno sostenuto che Google aveva esagerato con le sue affermazioni e hanno affermato che i calcoli in questione avrebbero potuto essere eseguiti su sistemi classici entro un lasso di tempo ragionevole. Questa rivalità ha alimentato un esame accurato delle affermazioni di Google riguardo alle capacità degli uffici nell’informatica quantistica e al loro significato.


Credito immagine in primo piano: Morgan Housel/Unsplash

Tags: calcolo quantisticoIn primo piano

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