SpaceX ha lanciato con successo un potente satellite per la mappatura degli oceani dalla California lunedì mattina presto, raggiungendo un importante traguardo operativo. La navicella spaziale Sentinel-6B è decollata a bordo di un razzo Falcon 9 dalla base spaziale di Vandenberg alle 00:21 ET del 17 novembre. Questo volo segna la 500a missione orbitale della compagnia utilizzando un razzo precedentemente volato.
Falcon 9 lands at LZ-4, marking the 500th overall reflight of a flight-proven orbital class rocket pic.twitter.com/irwghYWdqU
— SpaceX (@SpaceX) November 17, 2025
Durante il webcast in diretta dell’agenzia, il portavoce della NASA Derrol Nail ha osservato che la missione vede “Sentinel-6B in aumento, estendendo quasi quattro decenni del preciso record del livello del mare dallo spazio”. L’uso dell’architettura riutilizzabile del Falcon 9 è stato fondamentale per la capacità di SpaceX di aumentare la cadenza di lancio e ridurre i costi.
Al di là della missione immediata, i rapporti indicano che SpaceX sta guardando verso un futuro che coinvolge data center orbitali. Ciò fa seguito ai commenti fatti il mese scorso dal fondatore di Amazon Jeff Bezos, che aveva previsto che dei data center su larga scala sarebbero stati costruiti in orbita entro i prossimi 10-20 anni per sfruttare l’energia solare e un raffreddamento efficiente. In risposta alla crescente domanda di potenza di elaborazione guidata dall’intelligenza artificiale, il CEO di SpaceX Elon Musk ha indicato che i prossimi satelliti Starlink V3 dell’azienda potrebbero fungere da enorme data center nello spazio.
Secondo le dichiarazioni ufficiali di SpaceX, questi satelliti V3 saranno ottimizzati per il lancio a bordo del veicolo Starship dell’azienda. L’azienda prevede che ciascuna unità V3 aggiunga 60 Tbps di capacità alla rete Starlink, che rappresenta un aumento di oltre 20 volte rispetto alla capacità fornita dai satelliti V2 Mini attualmente lanciati tramite Falcon 9. Nello specifico, ciascun satellite V3 presenterà una velocità di downlink di 1 Tbps e una capacità di uplink di 160 Gbps. Ciò equivale a un aumento di 10 volte del downlink e di 24 volte delle capacità di uplink rispetto al V2 Mini.
L’azienda precisa inoltre che il sistema V3 avrà circa 4 Tbps di capacità combinata di collegamento RF e intersatellite, utilizzando hardware di nuova generazione. Utilizzando infrastrutture laser ad alta velocità per stabilire connessioni tra le unità, si prevede che questi satelliti formeranno una rete su larga scala che potrebbe funzionare come un data center utilizzato da più entità.
Credito immagine in primo piano




