Microsoft annunciato che il suo chatbot AI Copilot cesserà la disponibilità su WhatsApp dopo il 15 gennaio 2025, in conformità con le politiche della piattaforma riviste dal servizio di messaggistica di proprietà di Meta. La modifica richiede invece che gli utenti accedano a Copilot tramite le app mobili di Microsoft o la versione web. WhatsApp ha introdotto questi aggiornamenti alle policy il mese scorso, vietando esplicitamente ai chatbot IA generici di utilizzare la sua API Business. Questa restrizione riguarda servizi come Copilot che si integrano per interagire con gli utenti finali. La politica mira ad allocare le risorse API verso operazioni commerciali non basate sull’intelligenza artificiale, garantendo che l’infrastruttura di WhatsApp supporti diverse esigenze commerciali senza favorire i fornitori di chatbot. Sebbene le nuove regole blocchino la distribuzione dell’intelligenza artificiale di terze parti tramite WhatsApp, consentono alle aziende di incorporare l’intelligenza artificiale internamente per scopi di servizio clienti. Questa distinzione mantiene la flessibilità per le applicazioni aziendali ma chiude la piattaforma all’hosting di chatbot esterni. Di conseguenza, WhatsApp cessa di svolgere il suo ruolo di canale di distribuzione per tali strumenti di intelligenza artificiale, colpendo più aziende oltre a Microsoft. Tra quelli colpiti, OpenAI confermato la sua intenzione di terminare l’integrazione di WhatsApp nel gennaio 2025, in linea con la tempistica della politica. Allo stesso modo, Perplexity e altri sviluppatori di intelligenza artificiale si trovano ad affrontare gli stessi vincoli, necessitando di piattaforme alternative per il coinvolgimento degli utenti. Questi aggiustamenti riflettono l’attenzione strategica di WhatsApp sulle funzioni di messaggistica principali rispetto alle estensioni AI. Gli utenti Copilot su WhatsApp incontrano una sfida specifica con questa transizione: le cronologie delle chat non verranno trasferite sulle piattaforme Microsoft. Il motivo deriva dalla natura non autenticata dell’accesso a WhatsApp, che impediva il collegamento sicuro dei dati. Per risolvere questo problema, Microsoft consiglia di esportare tempestivamente le conversazioni utilizzando le funzionalità di esportazione integrate di WhatsApp prima che arrivi la scadenza del 15 gennaio.





