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Anthropic lancia il bot Interviewer per interrogare gli utenti sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale

byKerem Gülen
5 Dicembre 2025
in Artificial Intelligence, News
Home Artificial Intelligence
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Anthropic, la società di intelligenza artificiale con sede a San Francisco, ha rilasciato giovedì un nuovo strumento Interviewer progettato per raccogliere dati degli utenti sul sentiment e sulle preferenze riguardo alla sua tecnologia. L’azienda ha strutturato Interviewer come un chatbot che coinvolge gli utenti in conversazioni sul loro utilizzo e sulle prospettive dell’intelligenza artificiale, e Anthropic prevede di condividere pubblicamente i risultati di queste interazioni. https://twitter.com/AnthropicAI/status/1996627123021426919 L’intervistatore è disponibile per un pilota di una settimana all’interno del chatbot Claude di Anthropic. Gli utenti possono incontrare l’Intervistatore come una finestra pop-up che invita alla partecipazione. Prima di questo progetto pilota, Anthropic ha utilizzato lo strumento per intervistare 1.250 professionisti riguardo alle loro opinioni sul lavoro e sull’intelligenza artificiale, i cui risultati l’azienda ha pubblicato in un post separato sul blog. Anthropic ha sviluppato Interviewer utilizzando il proprio modello linguistico, Claude. Lo strumento automatizza la stesura delle domande, la conduzione delle interviste e il riepilogo delle risposte. L’intervistatore opera in tre fasi principali:

  • Pianificazione: L’intelligenza artificiale genera domande basate sugli obiettivi di ricerca, con ricercatori umani che li esaminano e li perfezionano.
  • Intervista: Claude interagisce in modo colloquiale con i partecipanti, adattando il flusso in base alle risposte.
  • Analisi: Un team di intelligenza artificiale umana analizza le trascrizioni delle interviste. Claude aiuta a raggruppare le risposte e a identificare temi ricorrenti, mentre i ricercatori forniscono contesto e giudizio.

Il recente test dello strumento di intelligenza artificiale ha coinvolto un gruppo eterogeneo di partecipanti, tra cui 1.000 individui provenienti da occupazioni generali, 125 da campi scientifici come chimica, fisica, ingegneria e scienza dei dati e 125 da professioni creative come scrittura, arte, design e musica. I risultati condivisi di Anthropic indicano che la maggioranza dei professionisti partecipanti ha espresso opinioni positive riguardo al ruolo dell’intelligenza artificiale nel proprio lavoro. Ad esempio, l’86% degli intervistati della forza lavoro generale ha affermato che l’intelligenza artificiale fa risparmiare tempo e il 65% ha indicato soddisfazione per il coinvolgimento dell’intelligenza artificiale nelle proprie attività. Molti intervistati hanno definito l’intelligenza artificiale uno strumento utile per il lavoro di routine o che richiede molto tempo, poiché consente agli esseri umani di concentrarsi su responsabilità creative o di supervisione di livello superiore. Sono però emerse alcune preoccupazioni. I professionisti creativi e quelli che operano in campi scientifici hanno espresso preoccupazione riguardo all’identità lavorativa, alla sicurezza dei dati e alla potenziale perdita di controllo nel caso in cui l’intelligenza artificiale dovesse essere eccessivamente integrata nei flussi di lavoro. Altri partecipanti hanno espresso esitazione nell’affidarsi all’intelligenza artificiale per compiti critici, come la progettazione della ricerca scientifica, citando problemi di fiducia e accuratezza. I dati esaminati hanno anche rivelato due modelli distinti di utilizzo dell’intelligenza artificiale: “potenziamento”, in cui gli esseri umani e l’intelligenza artificiale collaborano, e “automazione”, in cui l’intelligenza artificiale gestisce le attività in modo più indipendente. Circa il 65% degli intervistati ha descritto il proprio utilizzo dell’IA come aumentativo, mentre il 35% lo ha definito automatizzato. Ciò suggerisce una preferenza da parte dell’utente per l’intelligenza artificiale come strumento di collaborazione piuttosto che come sostituto.


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Tags: AntropicoIn primo piano

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