Google ha limitato l’accesso di Meta ai suoi modelli di intelligenza artificiale Gemini a causa di vincoli di calcolo, con un grave impatto sulla società di social media, ha riferito il Financial Times. Di conseguenza, Meta ha annunciato uno spostamento verso il suo modello interno Muse Spark per ridurre la dipendenza da fornitori esterni.
Le restrizioni hanno costretto Meta a istruire il personale a utilizzare i token AI in modo più efficiente, secondo tre fonti citate dal Financial Times. Sia Google che Meta hanno rifiutato di commentare la situazione.
Meta si affidava a Gemini per automatizzare i processi di sicurezza, inclusa la moderazione dei contenuti e la rimozione delle truffe. Il passaggio a Muse Spark mira ad alleviare la dipendenza dalle risorse di intelligenza artificiale di Google in mezzo alle continue carenze di calcolo.
I limiti informatici di Google hanno portato l’azienda a pagare a SpaceX 920 milioni di dollari al mese per l’accesso a 110.000 GPU Nvidia, definite “capacità bridge” per la sua Gemini Enterprise. Ciò sottolinea come l’attuale carenza di calcolo dell’intelligenza artificiale stia influenzando le relazioni tra le principali aziende del settore.
Nonostante gli investimenti di Google nell’infrastruttura AI per un totale di oltre 180 miliardi di dollari quest’anno, non è stata in grado di soddisfare tutta la domanda dei clienti. L’azienda sta razionando l’accesso a clienti come Meta e allo stesso tempo garantendo la capacità della GPU di SpaceX.
La situazione di Meta riflette la sua continua transizione dalla dipendenza dai modelli di intelligenza artificiale della concorrenza allo sviluppo di alternative interne. A maggio, Meta ha licenziato 8.000 dipendenti e reindirizzato risorse significative verso la propria infrastruttura di intelligenza artificiale, prevedendo spese in conto capitale comprese tra 115 e 135 miliardi di dollari per il 2026. L’azienda ha riassegnato 7.000 lavoratori a ruoli incentrati sull’intelligenza artificiale e ha recentemente lanciato il modello Muse Spark nell’ambito dei suoi Superintelligence Labs.
Questa transizione è in linea con una tendenza più ampia del settore in cui la domanda di elaborazione basata sull’intelligenza artificiale continua a superare la capacità fornita dai principali attori. Aziende come Anthropic sono anche alla ricerca di soluzioni, come il noleggio di data center da SpaceX, per soddisfare le loro esigenze operative di intelligenza artificiale.
Il modello generale indica che l’infrastruttura fisica necessaria per supportare gli algoritmi e i talenti dell’intelligenza artificiale rimane il collo di bottiglia nel boom dell’intelligenza artificiale, superando tutte le precedenti aspettative per la spesa in infrastrutture.





